Kawasaki KX250 project 1998 - Bruno Angelo Sforzini

Bruno Angelo Sforzini
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Kawasaki KX250 project 1998

Motociclismo > Tecnica & Creazioni
Dopo un decennio abbondante ricasco nella tenaglia del Motocross

Avevo chiuso tutto dal 1985: causa lavoro che non potevo permettermi di assentarmi per infortuni, ho le anche ginocchia fragili come il cristallo, tempo libero niente e soldi neppure. Stop, basta, chiuso per sempre.
Purtroppo nel 1996, durante una missione tecnica in concessionaria Honda Auto a Pavia, scorgo una HONDA CR125 del '91 intonsa, parcheggiata all'interno del salone vendite e dimenticata.
Il classico capriccio del contadino: comperata, caduta il primo giorno di uso sul viale di casa, portata al concessionario Honda di auto e data dentro per una Civic.
Ore di esercizio 0.15, scatola del kit ancora sigillata e parafango anteriore graffiato per la prima ed unica caduta, gomme originali coi pelucchi...
Non è un concessionario di moto, quindi deve liberarsene.
Prezzo onestissimo, la prendo.
Eccomi fregato, mi tocca ricominciare da capo.
Tralasciando le storie di questa moto, mi rendo conto di come sia enormemente cambiato il carattere dei mezzi in appena otto anni.
Questa 125 è più potente della KTM 250 PL '82 con la quale avevo chiuso le attività, ha una frenata impressionante, una maneggevolezza mai provata e pesa come una bicicletta.
Il motore prende dal basso con una progressione furiosa e non smette mai di tirare. (se penso a quei bidoni di Villa dei tempi mi vengono le lacrime).
Con questa motina ho ricominciato a divertirmi, senza troppe pretese.
Il MC Ravenna organizza un divertente campionato di Club, gare vere, con un sacco di partecipanti, di tutti i livelli, premi in natura (cibo) per tutti. grazie allo sponsor.
Sono un "duro", mi piace la competizione perciò non mi faccio mancare neppure le gare del Regionale ER e interregionali poco lontane (Ravenna, Faenza, Lugo, Casalfiumanese, San Marino, Castelsanpietro e ..basta)

Mi diverto un sacco ma realizzo anche che sono passati gli anni, la guida e molte piste sono stravolte dalle manie USA: ora ci sono solo doppi salti o al meglio panettoni, il tutto invariabilmente dopo una curvetta con ripartenza da prima (o seconda).
Il classico percorso da indoor del cazzo che ho sempre odiato, purtroppo ora è solo così, piace a tutti o quasi.
Per noi vecchi e codardi il rischio di arrivare corti è un'ansia continua: mi vogliono più cavalli! (forse), mi serve una duemmezzo!
Nel 1997 Honda fa una delle sue consuete colossali cicliche cazzate dovute al delirio di onnipotenza e caga (non si può trovare altro verbo) quell'aborto di CR250 '97 con telaio di alluminio, flessibile come il calcestruzzo che diventerà un incubo per generazioni di incauti acquirenti per i cinque anni successivi.
Una cosa talmente schifosa che anche il fantastico Jeremy McGrath si rifiuta di guidare e se ne va sbattendo la porta.

Nel mondo terreno del Motocross Regionale di quegli anni la conseguenza è che si scatena una caccia ai modelli '96 nuovi, restati nei magazzini, perchè non a torto sono considerati i migliori mai prodotti (eccetto i '93 che però sarebbero troppo vecchi).
Cosi faccio anche io ma parto in ritardo, i '96 sono esauriti, mi tocca accontentarmi di un '95, sempre nuovo, fondo di magazzino, ottimo prezzo, dovrebbe andare più che bene per le mie abilità attuali.
La moto và. Ma va e basta.

Bella, curatissima (Honda the best), grandissimo motore, grandissima frenata, grandissima maneggevolezza ma..
Queste cose moderne con questi telai rigidi, le forche rovesciate rigidissime (nel senso che non flettono per nulla) hanno l'amabile tendenza a spaccare gli avanbracci ed i polsi.
I foderi e gli steli scorrono fra di loro come se fossero incollati col Bostik.

Ma il problema maggiore per me che sono stato tanti anni fuori dal giro è il setup delle sospensioni: queste robe sono (in teoria) regolabili, click di qua, click di là, carica molla scarica molla, sag, race sag. Checcazzoè?

Dieci anni fa la moto arrivava così e non si modificava un cazzo, tranne il sag del mono ma si andava a sensazione perchè le istruzioni non c'erano.
Ricordo che non trovandomi molto bene con il PRO LEVER della KTM250, (pesavo 65 Kg e col senno di poi, le moto uscivano tarate per un pilota di almeno 75 Kg) andai dal concessionario a chiedere la disponibilità di una molla più tenera e lui mi guardò come se fossi drogato.
Comunque, una volta ottenuta una molla acconcia, espiantata da un Maico (!!) il tutto funzionava a cazzo perchè a quel punto era troppo frenato in estensione e non c'erano rotelline o regolazioni.
Era tutto fisso.

La mia nuova CR250 del '95 era bella e basta: ho litigato per un anno con la sua geometria del cazzo che la faceva sbacchettare paurosamente già in terza marcia facendomi girare costantemente col culo stretto ed il gas a metà.
Nel tempo ho provato ad alzare ed abbassare davanti e/o dietro, indurire od ammorbidire tutto il possibile, con il risultato di prendere sempre paga da gente più scarsa di me semplicemente perchè non potevo aprire tutto.

Così, avendo la fortuna di andare in USA per lavoro una settimana ogni tre mesi faccio la conoscenza con il cross americano dal vivo e con la "pittoresca" editoria americana.
Da noi Motocross proponeva prove in pista all'acqua di rose, tutto molto soft per non urtare la suscettibilità dei produttori ed importatori.
Le moto erano sempre tutte perfette ed andavano fortissimo, nessun difetto, nessuna falla. I più svegli si chiedevano come mai, nella prova del modello successivo compariva sempre " ..corretti i difetti dell'anno scorso". Ma non avevi scritto che era perfetta?

Negli USA Motocross Action Magazine si arrogava il diritto insindacabile di giudizio su qualsiasi cosa spalando merda (spesso) e miele (raramente) su tutto e tutti.  Tutto andava male e tutto andava modificato con un treno di costose parti speciali (americane ovviamente) aftermarket.

Prima di conoscerli bene sembravano credibili, perciò quando mi capita in mano una copia di Marzo (mi sembra) 1998 con la prova comparativa di tutte le 250, dove dicono che la Kawasaki KX di quell'anno è insuperabilmente fantastica: vola ma soprattutto E' STABILE! Decido DEVE ESSERE MIA!

Non posso tralasciare che i grandi giudici sentenziano anche che la forcella è troppo morbida, che il rapporto finale è lungo, che...bla bla bla.
Vado per comperarla ma questa KX 250 '98 non c'è più perchè ne importavano poche ed il tempo era già passato.
Waff! Mi tengo la mia Honda, ci soffro sopra fintanto che parlando con un tipo col quale combatto furiosamente ad ogni gara mi chiede chi mi "fa" la forcella, "eh?", non capisco e gli rispondo ridendo: "SHOWA", allora è lui che ride.

Morale, scopro che le moto nuove in quegli anni non le appoggiano neppure in terra prima di smontare le forche è fargli la SCORREVOLEZZA ... Che mondo strano.
Spesi i soldini, fatto il lavoretto, la mia CR250 è diventata più domestica, conservando sempre la simpatica tendenza a distruggerti gli avambracci dopo cinque minuti di pista, abbiamo fatto quasi pace ma non le ho perdonato quasi un anno di sofferenze e bocconi amari.
Sarà ancora la mia compagna per almeno un anno.
Proprio a questo punto mi telefona il commerciante e mi dice che ha una KX250 nuova per me.      Pork! Adesso?
Vabbè, ora non mi serviva più ma prima la desideravo ardentemente.
Ed eccomi con la nuova meraviglia sotto il sedere, mi aspetto i fuochi d'artificio...

Infatti alla prima uscita in pista sto ancora sciogliendo tutta la meccanica, appena provo a forzare un minimo sul davanti questo parte secco all'improvviso: un botto della madonna! Marmitta nuova già ammaccata, manopola del gas (una vera merda, fusa insieme con il comando) sbriciolata, scorticature varie sulla mia ..salma.
Bel colpo! Questa sarebbe la migliore moto del '98? Figuriamoci le altre.
Comincio a capire che MXA spara una dose monumentale di cazzate, ma lo leggo lo stesso perchè è talmente diverso e completo rispetto alle nostre abitudini che è formativo e divertente.

A parte un motore veramente ATOMICO questa moto non solo NON CURVA ma non si "appoggia" neanche sul davanti, infatti al terzo scivolone patito alla stessa maniera, la mia fiducia sull'anteriore se n'è andata per sempre. Rimpiango la Honda
Riprendo in mano il giornale americano lo studio per bene e scopro che loro hanno sempre la ricetta magica per tutte le moto.. (sarà).

Dopo due settimane torno in USA per lavoro, e nei ritagli mi cerco un negozio di MX (questa si che è un'impresa! Ma non sto a raccontarla) e con un bel mazzo di dollari (in realtà una comune VISA) mi compro:

  • Coppia di molle da forca RACE TECH da 0,43 Kg/mm perchè con le originali secondo MXA non ci andrebbe in pista neppure una vecchia suora.
  • Uno scarico completo PRO CIRCUIT, secondo loro assolutamente indispensabile.
  • Un gruppo lamellare Boyesen, senza questo inutile anche scendere in pista
  • Coppia di coperchi dei carter motore di Boyesen: non servono assolutamente un cazzo ma dicono che sono più robusti in caso di caduta.
  • Gruppo biellette per l'UNITRACK di PRO CIRCUIT, alzano il posteriore, la moto curva in un penny e nel tripli da 170 metri ha più progressione e non tampona.
  • Comando acceleratore in Ergal ricavato dal pieno WORKS CONNECTION, eterno, in più cosi puoi sostituire le manopole con quelle che ti aggardano.
  • Gabbietta filtro TWIN AIR in ergal anodizzato ricavata dal pieno, non serve ad un cazzo ma fa figo, anche se nssuno la vedrà mai.
  • Coppia di filtri TWIN AIR, fanno passare molta più aria, quindi guadagnerò di sicuro altri 70 cavalli..
  • Protezioni per il telaio all'altezza del perno del forcellone in lamiera di alluminio stampata WORKS CONNECTION per non graffiare la vernice, queste si non servono veramente un cazzo, sono solo peso inutile aggiunto.
  • Tabella portanumero anteriore ventilata, con griglia. Allora sembrava assolutamente indispensabile (sopratutto per noi del Regionale, che come noto correvamo sempre nei climi torridi dell'Arizona). Costava una serie di parolacce infinita perchè i numeri non si attaccavano ed eri costretto a farteli di plastica spessa per incollarli col Bostik

Oltre a questo inutile e costoso ciarpame, nella scatola ci sono anche un completo verde della THOR che in Europa non c'era ed una maglia replica identica di quella ufficiale di Ricky Carmichael, bellissima, tanto bella che mia madre l'ha candeggiata facendola diventare di bel grigio topo tinta unita.

Una volta a casa, monto tutta sta roba e preparo quello che esteticamente sarà UN VERO MISSILE, veramente bellissimo, che si vede nella foto.
Oltre alla roba americana testè comprata ci vanno sopra anche il MIO manubrio Rental con la piega di Ricky Carmicheal (non perchè è lui, ma perchè è quella che va bene per le mie braccia e mi ci trovo comodo) ed un tubo del freno anteriore fatto a mano da me con nipples INOX e tubo aeronautico che fa il giro corretto delle forcelle, invece di quello mongolo del KX originale.

Ho sprecato praticamente un anno correndo in questa configurazione (dovevo pur lavorare ed andando in pista una volta alla settimana le evoluzioni erano lente).
Ho voluto tenere il più a lungo possibile tutti questi rari e costosissimi pezzi che avevo comprato e per forza dovevano andare.

Dopo mesi di pratica ed alcune gare è risultato che:

  • Le molle forca più dure suggerite dai geni, non miglioravano niente, spaccavano ancor di più i polsi e gli avambracci e basta. La moto curvava peggio e non mordeva all'anteriore.
  • Lo scarico PRO CIRCUIT era di una qualità straordinaria, veramente eccelso, solo che era presumibilmente sviluppato per il supercross (forse), potenza in più non ne aveva, in compenso sfoderava una gran botta a medio regime che sul motocross normale ti faceva pattinare la ruota all'improvviso in uscita di curva facendoti perdere solo tempo.
  • SUCCESSIVAMENTE ho montato una marmitta di BUD RACING (francese) ma credo fosse prodotta da HGS (Olanda). Questa si era STRATOSFERICA, potenza ad ogni regime con un crescendo spettacolare, c'erano apprezzabilmente molti più cavalli. Ho tenuto solo il silenziatore PRO CIRCUIT perchè era bello.
  • Lamelle BOYESEN, non mi sono accorto che sia cambiato niente di niente. Lamelle e basta.
  • Biellette dell'UNITRACK di PRO CIRCUIT, la roba che ho ostinatamente tenuto più a lungo salvo scoprire che erano controproducenti. Alzare la moto dietro per farla curvare meglio in teoria funziona, in pratica non funziona un cavolo se modifichi anche il rapporto di leva. Con quei cosi, la KX diventava molto nervosa sulle buche, difficile da controllare a fine gara quando la pista era "finita", sempre sulle buche ti regalava un duro massaggio al culo. (a te furbacchione che stai già sparando: "non si sta seduti nel motocross..", chiedo: quando esci da una stretta medio veloce in terza con quasi 60 cavalli tra le gambe, di quelli da 2 tempi, dove lo appoggi il culo? Sul manubrio?). In pratica questa modifica induriva molto di più il mono a circa metà corsa (utile forse nel supercross) poi lo ammorbidiva un po' fino a fine corsa. Quando una volta, esasperato dal rimbalzare selvaggio della KX sul salitone di Faenza che notoriamente si faceva in pieno (una volta) ho deciso di rimontare le biellette originali ed è cambiato tutto ho capito che avevo sprecato molte occasioni fino ad allora. ..e che le chiacchiere della stampa sono ..solo chiacchiere.

Presto, dopo questa bella preparazione, non essendo affatto soddisfatto ho dovuto smontare le Kayaba ed il mono per rivolgermi ad un noto "forcellaio" il quale ha buttato le molle più dure, ha rimesso le originali ed ha fatto un setup ragionevole, rendendomi più felice.
Però questa moto, bellissima e potentissima raramente mi ha soddisfatto di ciclistica: mancava sempre il feeling sul davanti e nelle piste molto bucate è stato sempre un problema andare dritto.
Sono sempre stato molto esigente con l'assetto delle moto.

Con questa moto ci ho corso quasi quattro anni, con qualche soddisfazione, in relazione alla mia età ed alla mia abilità.



Per la cronaca, superato il breve periodo di ubriacatura della mentalità americana che puntava tutto unicamente sullo scintillante e sul superfluo, sono tornato sul concreto.
Ad esempio, sulla mia attuale Honda CRF250R ci sono solamente:

  • Il filtro ATHENA sulla gabbietta originale (privata della griglia antifiamma che pesava da sola oltre 1 Kg) perchè il filtri originali si sono sciolti col tempo.
  • Il throttle tube (insomma il comando del gas) in Ergal CNC dal pieno, perchè il suo originale di plastica si è sbriciolato in una caduta. Quello di Ergal (cinese) costava meno di quello di plastica originale e sarà eterno, quindi...
  • Il solito manubrio RENTAL con la piega Ricky Carmicheal che mi porto dietro dalla prima Honda del '91. Lo stesso. Sarà robusto?

Niente altro. La moto va benone così.


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12/05/2020
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