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Moto Opinioni - Bruno Angelo Sforzini

Bruno Angelo Sforzini
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L'AVVENTO DEI PUGNETTOSI - 6 febbraio 2020 - aggior. dicembre 2025
Per i profani riferirsi al formidabile comico romagnolo Paolo Cevoli.
In principio furono i pugnettosi "tecnici": piloti italiani con un discreto manico ma con la lacrima sul viso:
Luca Cadalora, il talento che si perdeva in infinite pugnette sulle gomme, l'unico uomo sulla terra al quale capitavano sempre gomme schifose.
Marco Melandri, il migliore ed il più competente dei commentatori TV, famosa la sua infinita pugnetta sul telaio della Honda 125 finchè Matteoni non lo accontentò e gli montò il telaio dell'anno prima. (poi glielo tolse senza dirgli niente), ma anche per tutti gli assetti sballati sulle SBK che si sceglieva lui.
Valentino Rossi nell'epoca del suo (purtroppo) declino: l'apotesi delle pugnette tecniche che solo la sua di Yamaha ufficiale dimostrava.
Nell'epoca moderna sono stati gli spagnoli ad inventare la nuova figura del pugnettoso (guarda caso si declina uguale anche in lingua spagnola).
Trattandosi di ragazzi trascinati in un mondo competitivo da genitori disturbati o fanatici, come succede in quasi tutti gli sport, le loro pugnette sono perlopiù cerebrali.
Piloti che quando si avvicinano al vertice sono schizzati, lunatici, depressi: ragazzi che hanno bisogno del trainer motivazionale, dello psichiatra, dei bacetti del team manager sennò si sentono isolati e trascurati, la squadra non si concentra abbastanza su di loro.
C'è stato quello che non stava mai comodo ed ha preteso 20 serbatoi diversi uno per ogni circuito, ed ha voluto scrivere sul casco "io sono un campione" sennò non se lo ricordava. ...ma anche "mano destra" e "mano sinistra" sui guanti, forse per sapere dov'era la manopola del gas.
Quell'altro ancora in attività che piange perchè la squadra non lo segue, ma non si e mai spiegato perchè ogni tanto abbia vinto e spesso invece si sia baccato un minuto. Ma come cazzo fa la squadra a seguirti se non sai da che parte è la sella e da che parte è il manubrio?.
Un bell'esempio di non pugnettoso del XXI secolo?
Marc bimbominkia Marquez (purtroppo..) stupido bamboccio immaturo ma con due palle enormi, lui ha dato tutto ed oltre, sempre, in ogni situazione.
Mai sentito pugnettare.
Un altro non pugnettoso? Andrea Dovizioso: ha sempre lavorato a testa bassa, spinto e tenuto la bocca chiusa, un vero esempio. Peccato che non fosse abbastanza veloce.
Non ricordo di aver sentito Swantz; Mamola, Roberts; Lucchinelli; Uncini e co. pugnettare.
"BISOGNERA' GESTIRE LE GOMME.." - 1 Maggio 2020
Gestire le gomme? Ma chiccazzosenefrega? A chi interessa?
Ogni pallosa intervista, inutile perchè il pilota non ti dirà altro che banalità suggerite dal politicamente corretto, finisce o comincia inevitabilmente con: "è importante gestire le gomme".
Ma a te (e me) pubblico di appassionati checcazzotenenefrega di quella inutile costosa merda nera che sta attorno ai cerchioni?
Io voglio vedere la lotta tra uomini (e macchine), al sangue, dallo start all'arrivo, senza sosta, non una patetica corsetta sul passo come i ciclisti che devono solo arrivare ad un kilometro dal traguardo per lanciare i velocisti per la volata.
Dopo aver assitito ad una gara di moto corri forse dal gommista, eccitato e vuoi comprare delle gomme di merda della stessa marca che ha vinto? Mai successo.
Il buon Giacomo Agostini, che non apprezzavo molto ai tempi della MV, ma che stimo moltissimo quale grandissimo campione (non ci sono cazzi. è stato il migliore) parlando più volte in TV dei suoi tempi ha detto giustamente: "Gomme? Chi se ne curava? C'erano quelle e basta!". E così deve essere.
Ti piace la strategia? A me no. Questione di gusti, la strategia va bene in una regata velica o una partita a scacchi, non in una gara di moto.
Detesto le interviste in genere ma mi fanno incazzare quelle di fine gara dove ogni pilota sentenzia: "..ho finito le gomme ed ho perso", "..ho risparmiato le gomme ecc.", una gara di velocità diventa una gara ragionieri di banca che ..risparmiano?
L'antidoto per questa merda c'è sempre stato: gomma unica per tutti.
Mi dici, c'è anche adesso? NO!
Perchè quando si dice che adesso c'è la monogomma significa che c'è solo la monomarca. Una sola marca con i piloti che possono optare per 3/4 tipi diversi per ogni tracciato ed ogni pista ha le sue specifiche gomme.
L'aberrante evoluzione delle competizioni ha portato tutti a volere gomme che non reggono mai un intera gara, perchè così sono meno veloci.
Il tempo di gara migliore si ottiene con gomme che si disfano, ma se vai piano e non le disfi llora andrai forte in quei giri nei quali potrai tirare. Allucinante!
Adoro sempre il motocross. Come ho scritto ancora, lì le gomme sono marginali, potresti farci anche due gare di seguito senza perdere velocità.
Se piove vanno bene lo stesso, non ti devi fermare al flag to flag, se nevica idem.


RIDE BY WIRE: LA MORTE CORRE SUL FILO - 7 luglio 2013
Migliaia di poveri passeggeri sono morti a causa di questa tecnologia, che purtroppo negli aerei moderni è irrinunciabile.
Non è affatto irrinunciabile invece sulle moto, oppure è fortemente limitabile.
Credo sia assolutamente INDISPENSABILE la possibilità per il pilota di poter attuare la manovra di chiusura della valvola del gas direttamente tramite collegamento meccanico, operare un shut off anche se la fottuta centralina dice di no.
Aborro gingilli elettronici come il "blipper" mi sembra che in F1 si chiamasse così, che accelera al posto del pilota in scalata per non bloccare la ruota o l'antisaltellamento che agisce sulla farfalla mantenendo accelerato il motore: tutte cose che potenzialmente uccidono e sicuramente mortificano il talento, appiattiscono le differenze fra i campioni ed i merdaioli.
Il pilota ha ben due mani, due polsi, dieci dita per:
ruotare l'acceleratore quando serve
modulare la frizione in scalata, in rilascio ed in accelerazione
fare altre cose

se delega tutto questo ad uno stupido topo della tastiera queste attività, cosa lo pagano a fare?
L'ultimo baluardo dell'uomo che rischia la pelle per mestiere contro il bieco topo dei libri, il quale nel suo intimo aspirerebbe ad un futuro in stile “la battaglia dei robot” dove pallidi segaioli che vivono perennemente al buio dietro ad un monitor programmano stupidi giocattoli per distruggersi a vicenda è una sottile treccia di acciaio che collega il polso del pilota alla valvola a farfalla.
Io apro e chiudo l'aria al motore, decido io! Il resto di tutti gli inutili, costosi, pericolosi, fallibili computer potrà scegliere di dare benzina o no, di anticipare l'iniezione ecc.ecc., ma se io NON APRO lui sta fermo, se chiudo LUI MUORE.
Penso con inquietudine al prossimo psicopatico che convincerà il suo capo della assoluta necessità di implementare il “brake by wire” (che sembrerebbe il freno della bicicletta in effetti). Ovviamente sugli aerei c'è già.
Niente pompa idraulica sotto le tue dita, un bel potenziometro con una molletta di contrasto e l'ormai ex pilota frena ma non succede niente perchè secondo il programma impostato in centralina (hops, sorry! Software nella CPU) la moto non è ancora abbastanza vicina al punto di corda oppure non è abbastanza inclinata!!!
Per capire il livello mentale del topo del PC basta pensare al gran volo con conseguenti fratture che ha fatto un povero simpatico pilota durante le prove di una gara mondiale nel 2013 per aver inserito per sbaglio il limitatore di velocità per i box durante una staccata: il motore si è bloccato istantaneamente con la moto a 200 Km/h. Genio dell'informatica eh?
Vogliamo commentare il livello di preparazione di questi scienziati ed il livello di rischio invece al quale sono sottoposti i piloti?

Mi è capitato di urtare un ostacolo con un'auto dotata di ABS, ormai purtroppo lo sono tutte per obblighi di legge, perchè il genio della lampada sentendo le radici dei pini sotto le ruote si è rifiutato cocciutamente di trasmettere la mia pressione sul pedale dei freni alle ruote ritenendo stupidamente che queste fossero bloccate.
Allo stesso modo ho dovuto condurre per contratto, auto pomposamente dotate di un inutile sistema BAS (brake assistant sistem)
"ti assisto io a premere il freno in quanto tu sei un deficiente e npn sei in gradoche mantengono la macchina furiosamente frenata la anche se tu hai già rilasciato il pedale da qualche secondo perchè il problema è risolto e tu chiedi gentilmente alla stupida scatola di metallo che ti tiene in ostaggio:
“Pensi di lasciarmi andare o devo prenotare una stanza qui?!”

Penso con inquietudine al prossimo psicopatico che convincerà il suo capo della assoluta necessità di implementare il “brake by wire” (letto così sembra il freno da biciclettta). Ovviamente sugli aerei c'è già.
Niente pompa idraulica sotto le tue dita, un bel potenziometro con una molletta di contrasto e l'ormai ex pilota frena ma non succede niente perchè secondo il programma impostato in centralina (hops, sorry! Software nella CPU) la moto non è ancora prossima al punto di staccata oppure non c'è necessità di fernare perchè la velocità è troppo bassa secondo lui.
moto 450 4T Motocross: OGGETTO SENZA SENSO - 29 genn 2015
Oltre a compiacere ossequiosamente la Honda all'epoca, qual'è il senso di ammettere tutt'oggi l'impiego di moto da 450 4T nelle categorie del motocross, mondiale, nazionale, amatoriale?
Oggetti tanto costosi quanto assolutamente inutili (soprattutto pericolosi, rumorosissimi e distruttori di tracciati) che neppue nessuno dei big della MXGP è in grado di sfruttare per più metà manche, tant'è che IL MIGLIORE ha corso e dominato per alcuni anni con una 350 cc.
Oggetti dalle prestazioni inusitate, tanto che sono più i tecnicismi per renderle tranquille che quelli per tirare fuori le prestazioni, che hanno reso pericolose ed obsolete tutte le piste.
Perchè le federazioni che annualmente ci estorcono i soldini per licenze e tessere varie sono cosi miopi ed asservite?
Non servirebbe forse un motocross più umano per poter far divertire di nuovo i nostri figli senza ansie? Divertire nel senso di praticare.
C'è più gusto a tirare la biella ad un 125 2T andando limitatore per tutto il giro di pista per ogni giro per potersi movere dal posto od a farsi portare a spasso come una merda dopo soli due giri, con le chiappe incollate vergognosamente alla sella e con le braccia morte (o dure) da un arnese che hai pagato più un motoscafo?

MOTOCROSS, SISTEMI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE, AI CAMPIONI NON SERVONO PERCHE SONO DEI MARZIANI? - 9 nov 2013
Il motocross, ultimo vero sport del motore dove conta solo l'uomo e l'Italia L'UOMO ce l'ha avuto, peccato che è stato uno solo.
Bisognava clonarlo come la pecora Dolly.
Quando mi guardo le gare in TV (lo confesso mi guardo anche tutto l'AMA Supercross) sono tuttora incredulo quando vedo sia ragazzini imberbi che navigati campioni che competono ai massimi livelli con rischi annessi
SENZA INDOSSARE ASSOLUTAMENTE NIENTE!
Guardo una foto di Herlings (solo per esempio, ma son tutti così) ed in pratica indossa casco, occhiali, guanti e stivali.
Niente fascia, niente pettorina, niente protezioni, niente di niente, persino maniche corte a volte.
Io che sono un vecchio rottame ci mettevo una buona mezz'ora per agghindarmi con:
  • due tutori per le ginocchia (ho entrambi i legamenti crociati belli sfilacciati), non servono ad una banana ma aiutano psicologicamente, ne ho di due tipi: Asterisk e Cti che aquistai direttamente negli USA quando qua non sapevano neanche esistessero
  • fascia addominale
  • pettorina estesa
  • gomitiere! (eh si, non mi piacciono i gomiti scorticati)
  • oltre ovviamente a casco/guanti/stivali/occhiali/pantaloni/maglia/collare(il leatt non ce l'ho perchè costa come una Porsche ed io salto al massimo un metro).

Ipotesi 1. I professionisti sono degli alieni con un DNA solo parzialmente simili agli umani, sono privi scheletro, cosi non si rompe, non sono ricoperti di pelle come noi umani ma di vero cuoio col simbolo della povera mucca scuoiata. Mi sembra una stronzata perchè solo nel 2013 molti di loro hanno preso l'elicottero prima che terminasse la gara.

Ipotesi 2. I professionisti sono degli imbecilli autolesionisti mal consigliati che amano farsi del male perche girare nudi fa più figo.
Guardando Herlings questa ipotesi mi sembra più vicina alla realtà....

Ipotesi 3. I professionisti sanno che girando nudi, si guadagna un secondo al giro, nonchè alla fine della gara hai un giro in più nel quale puoi andare forte.
La federazione è composta da cazzoni incompetenti ai quali della salute dei piloti non gliene può fregar di meno, neppure se la morte od il grave ferimento di un povero ragazzo può gettare discredito sul nostro sport. Ragion per cui non ci sono norme minime riguardanti le protezioni individuali ne omologazione delle medesime. Questa ipotesi mi sembra ancor più vicina alla realtà.

Qualunque sia l'ipotesi corretta resta lo sconcerto perchè questa gente sono campioni, l'esempio da imitare, il modello al quale gli aspiranti campioni ma anche i semplici amatori si ispireranno, rischiando inutilmente la propria vita o la propria salute.
Non ho mai visto in MotoGP un top rider correre senza paraschiena perchè fa più figo ed alleggerisce la moto.

Per concludere una verità ed un'aneddoto.
L'unico che può girare in pista nudo su una moto da cross in pista è Rocco Siffredi, come apparve anche in un divertente articolo su Motocross di alcuni anni. Perchè LUI, è innegabile, C'HA LE PALLE!

Repubblica di San Marino.
La settimana di Ferragosto si disputa da tempo immemore sul tracciato della Baldasserona una bella ed affollata gara interregionale  di Motocross denominata Trofeo Calisesi. Fino a qualche anno fa vi partecipavo anch'io (è lì che ho lasciato i miei legamenti).
Sono all'edificio della direzione gara, alla verifica iscrizioni c'è la solita fila di gente in attesa di sbrigare le pratiche.
L'attesa mi fa buttare l'occhio in giro: una decina di persone davanti a me mi danno le spalle e mi mostrano i gomiti.
Sorrido: tutti e dieci hanno delle vistose abrasioni sui gomiti,  "accessoriate" da altrettanto vistose croste in almeno un lato.
Molti le hanno su entrambi i gomiti, come quando si era bambini e strisciare in bicicletta era la quotidianià.
L'unico non scorticato e sano sono io, per una volta non mi sento un pirla.
REGOLAMENTI TECNICI E SPORTIVI - 7 lug 2013
I regolamemti tecnici non interessano lo spettatore, eccetto quello della Superbike dove ogni tifoso ritiene che siano spudoratamente compliati in modo da favorire l'uno o l'altro costruttore e probabilmente ha ragione.
Tanti esempi del passato sono ad avallare questa ipotesi.
Approfitto di questo website che nessuno lo legge ma nessuno può cancellare, perchè è mio e del fatto che sono a tutti gli effetti un progettista di veicoli anche se nella pratica ho realizzato solo i miei, per ipotizzare la MIA formula.
Come tutte le proposte è di parte perchè:
Detesto gli ingegneri a ragion veduta, so come ragionano (meglio come non ragionano)
Sono un motociclista e vado in moto quotidinamente, ci ho anche greggiato quindi parlo con cognizione di causa e non solo per teorie lette sui giornali o peggio sui social.
Detesto i costruttori ed in generale tutti quelli che invece di lavorare per vincere si fanno fare le regole per vincere.
Penso che correre a 360 Km/h in moto è solo stupidità (oltre che inutile rischio e pericolo per tutti), il gusto e lo spettacolo sono identici anche a 250 Km/h
Amo lo spettacolo e non me ne frega un beato cazzo dell'esasperazione tecnologica perchè sulla moto c'è sempre solo un uomo.
Le idee che mi sono venute (ormai era l'anno 2013) erano

  • LIMITARE OD ESCLUDERE LE PIATTAFORME INERZIALI
  • VIETARE I GPS PRIMA CHE LI ADOTTINO (se non già fatto)
  • LIMITATORE DI PORTATA DEL COMBUSTIBILE
  • GOMME COME FORME DI PARMIGIANO. LE MOTO DI TRON?
  • LA SAGRA DEI PUNTI: DIAMO DEI PUNTI ANCHE AL 25°?!
MOTOCROSS: DOPING, CHI CONTROLLA, QUANDO E COME?
Vedo intervistare un pilota mediocre, diciamo pure di secondo piano, che ha appena tagliato il traguardo in prima posizione nella seconda manche del mondiale MXGP (siamo nel 2013), è sulla moto, ha ancora il casco in testa, ha tirato come un ossesso per tutti i quaranta minuti della manche per stare davanti al migliore pilota di tutti i tempi, ha condotto una MXGP 450 per tutti i giri senza mai calare il ritmo

Non è sudato.
Ha un ritmo respiratorio di un cadavere.
Parla piano come se avesse guardato la gara seduto sul divano davanti alla televisione.

Ha già vinto anche la prima manche con lo stesso impeto e lo stesso enorme dispendio di energie.
Finora non aveva mai vinto nessuna manche nel mondiale e neppure ne vincerà mai più in futuro (nota aggiunta 7 anni dopo).
E' vero che non sono un medico, ma non sono stupido ne cieco...
Ogni volta che vedo queste cose mi vengono in mente quelle due sorelle tenniste colorate di livello mondiale, che pur giocando solo a tennis avevano una muscolatura da sollevatore di pesi maschio, oppure tanti centometristi medagliati che pur dovendo usare solo le gambe hanno delle spalle come dei camioncini...

VAFF... ALLE PIATTAFORME INERZIALI - 9 nov 2013
Piacciono tanto a tutti: commentatori televisivi, segaioli tecnologici, sedicenti esperti del settore, questi infernali aggeggi capaci di tenere in equilibrio anche sistemi ai quali la fisica non autorizza a farlo, tipo SEGWAY trabiccolo a batteria con due ruote parallele sullo stesso asse che ha infuriato, per poco, qualche anno fa, col quale circola anche la polizia in qualche centro storico.
Questa accozzaglia di componenti elettronici più un paio di giroscopi fornisce la base per la guida degli aerei e dei missili (aimè) ma ormai è presente anche nei giocattoli.
Si rimpiono la bocca con "sicurezza dei piloti" mentre io ci vedo solo giovanotti col Lap Top alla ricerca di prestazioni senza usare il manico dei piloti.
Ormai è una battaglia persa: hanno vinto gli ingegneri (per i quali la cagnetta Laika sarebbe il pilota ideale: non fa storie, la telecomandi come vuoi, è replicabile, non parla e le puoi dare la colpa) contro gli "umanisti" come tutta la gente di buon senso che sostiene che la guida della moto è una sfida, un piacere per l'uomo, altrimenti prendi il treno.
Questo arnese che se connesso oltre che al motore/trasmissione anche ad un attuatore sullo sterzo sarebbe in grado di tenere in piedi una moto da sola come se fosse sul cavalletto (senza pilota e senza cavalletto...) ha già fatto la comparsa sulla produzione di serie quindi milioni di scooteristi da domani si illuderanno di saper pilotare una moto al pari di milioni automobilisti col cambio automatico...
Come tutti gli ausili che mortificano il talento, mi piacerebbe che fosse bandito totalmente nelle corse.
Non potendosi ormai più fare, auspicherei almeno di castrargli una delle sue caratteristiche più aberranti: la possibiità di segnalare alla centralina l'inclinazione della moto.

GOMME COME FORME DI PARMIGIANO. LE MOTO DI TRON? - 9 nov 2013
Perchè non si montano direttamente delle sfere di gomma al posto dei soliti "tori".

* "Shit! with these new tires I don't see anything!"
Siamo vicini al ridicolo. A chi giova la piega da 65° che tanto per strada non la puoi fare?
VAFF... ANCHE AI GPS - 9 luglio 2013
Perchè le corse di moto in pista non diventino una partita di videogame dove i topi del PC si sfidano per dimostrare chi quella settimana ha sfoderato il software più efficace, si dovrebbe escludere un'altra possibiltà utilizzo diavoleria: il GPS.
Prima una domanda: ti interesserebbe seguire una partita di videogame in TV alla domenica?
Si? Allora vai subito dallo psichiatra. Fatti curare.
Una mappatura per ogni specifico centimetro della pista, a seconda di dove si trova la moto: è pura follia. In un puro sterile confronto informatico, l'uomo alla guida è solo un accessorio.
La pallosa F1 ce l'ha da tempo: controlla, ad esempio, il differenziale in maniera diversa ad ogni curva di ogni circuito!!
Infatti per constrastare quello spettacolo penoso e deprimente sguinzaglaino la Safety Car per ogni minima cagate che accade in pista, li costringono a montare gomme appositamente di merda che si disfano in maniera casuale, devono per forza motarle tutte anche se è è una colossale cagata nonchè gli fanno aprire e chiudere le ali per sorpassare IN RETTILINEO (fantastico).
MORIRE DI MOTOCROSS - 28 feb 2012 - aggiornamento 19/12/2025
Assodato che anche la perdita di una sola vita è inconcepibile quando si pratica uno sport, a qualsiasi livello, è stupefacente come le Federazioni siano cienche ed immobili di fonte alle tante morti di motocross delle quali si hanno notizie con cadenza sconvolgnete negli ultimi anni.
Il mio motocross era "competizone motociclistica di velocità fuoristrada".
Era scritto anche nell'annuario della FIM che si riceveva ogni anno quando si staccava la licenza di pilota (in realtà c'era scritto CONDUTTORE...) ma come suonava bene! "PILOTA" mi riempiva di gas!
Sarò un dinosauro (in senso geriatrico), ma così mi piaceva.
Tra le norme regolamentari originarie, che credo nessuno conosca, c'era che la velocità media sul giro di pista non doveva superare i 52 Kmh, perciò le piste dovevano essere adeguate.
"competizione motoclistica di velocità fuoristrada", non "circo di gladiatori che saltano con la moto finchè ne rimane forse uno solo"
Anche quando il motocross era il MIO non ho mai digerito i salti ciechi: arrivavi sulla rampa e solo quando ormai eri in aria sapevi che c'era un'ammucchiata sotto.
Una moto una volta lanciata da un salto non è un aeroplano, è solo un proiettile: va dove l'hai lanciata sulla rampa, non puoi cambiare direzione, puoi alzare o abbassare il davanti, alzare o abbassare il didietro, i più scafati la possono mettere di traverso, "wippare" ecc. ma il il centro di gravità seguirà invariabilmente la traiettoria del proiettile uscito dalla canna, se sei lungo prega e/o muori, se sei corto prega e/o muori, se stai volando oltre la pista ..prega e/o muori, se stai atterrando sopra un disgraziato che per qualche problema è corto oppure è in terra, prega di non ammazzarlo.
BISOGNA AGIRE SUBITO PER SALVARE LA VITA A TANTI RAGAZZI
ogni morte ulteriore è sulla coscenza di chi amministra questo sport

I campi di intervento sono:
Le Moto
Le Piste (strettamente correlato con le moto)
Le protezioni individuali

Moto: come diversi altri sport, il motocross è divenuto una vittima del progresso dei materiali, forse la principale vittima ma si può citare lo sci, l'automibilismo, il tennis (i questo caso gli sportivi rischiano solo qualche tendine).
Il progresso in termini di accelerazione garantito dalla scellerata scelta di introdurre mezzi a 4T di cilindrata doppia rispetto al 2T, la trazione enormemente suppriore garantita dalla erogazione pulsante della coppia motrice dei trabiccoli a benzina, hanno reso le piste sempre più pericolose, oltre a distruggerle completamente dopo pochissimi giri.
Le sospensioni ed i freni attuali, suonano come tanta sicurezza in più, ma non è così: si va solo più forte e si stacca più tardi.
I 50 cavalli delle ultime 250 2T erano già troppi per il motocross, che dire dei 60 ed oltre delle 450 4T di produzione?
Tutti blaterano cazzate come NON SI TORNA INDIETRO (infatti guardate com'è finita la stronzata delle auto elettriche), ma se le classi diventassero 100 cc e 175 cc solo 2T, torneremmo a potenze di 26/28 cavalli e 36/38, prestazioni che negli anni 70 erano quelle del mondiale 250 e 500, solo con moto molto più leggere comunque assolutamente più lente e meno impegnative.
Piste: Assodato che con moto più lente le piste sarebbero molto più sicure e la media su giro potrebbe tornare vicini ai fatidici 52 Km/h (see, col cazzo), lo so che tu che mi stai leggendo sbavi per panettoni da quaranta metri, i tripli salti da settanta metri con trappola mortale in mezzo, ma ci manderesti a correre tuo figlio? Il motocross è uno sport, non è un circo equestre coi trapezisti.
Manca lo spettacolo? Questo lo pensi tu, se vedesti Antonio Cairoli girare palla nei giardini pubblici capiresti che non è la pista a farti godere.
Protezioni individuali: devono essere obbligatorie, efficaci, omologate e verificato l'utilizzo, sopratutto durante gli allenamenti ed in qualsiasi livello di campionato. Vedi anche commento su questo argomento specifico.
Assodato che, indipendentemente dalla pista, dalla moto, dalle condizioni atmosferiche, NEL MOTOCROSS VINCONO SEMPRE I MIGLIORI qual'è il nesso fra lo sport spettacolare e l'arena di aspiranti suicidi?
Adoro la moto ed il motocross, mi è costato tanto questo affetto, in temini di sofferenze fisiche ma non riesco a convenire sulla necessità di morire per questo aberrante modo di intendere il motocross.
La vita umana non ha prezzo.

LIMITARE DI PORTATA DEL COMBUSTIBILE e BASTA
Come arcinoto nelle competizioni motociclistiche il regolamento lo stabilsce Honda (se partecipa), solo a suo favore, per vincere sempre, molto sportivamente, per schiacciare tutti con la sua potenza industriale.
C'era quasi riuscita a schiacciare tutti visto che per poco non corrono da soli.
“Sfida tecnica”, ”libertà di sperimentare agli ingegneri”, “progresso tecnico”, sono tutte cagate: vincere per vendere, vincere per vendere anche le motoGP ai team satellite.
Finchè non sono stati soverchiati dalla nave di soldi spesi (mi verrebbe da dire BUTTATI) da Audi con la Ducati, perchè nella motoGP odierna si fa come in F1: vince chi spende più soldi.
Se invece si volesse volesse dar sfogo alla pornofilia dei propri ingegneri, se si volesse dimostrare a tutti quali sono i più intelligenti si potrebbe lanciare una vera sfida tecnologica e morale rivoluzionado le regole in un altro mdo: privilgiare il rendimento istantaneo.
Il debimetro (che è incorretto chiamare così) fu una proposta dei “garagisti” della F1 (termine spregevole con cui Enzo Ferrari appellava un gruppo di straccioni inglesi che regolarmente lo bastonava negli anni 60/70 spendendo un decimo di quello che spendeva lui, producendo vetture leggerissime, fin troppo, stabili maneggevoli ed equipaggiate con un unico motore commerciale come il DFV Ford, contro le pesanti sempre arcaiche Ferrari con motori da 67 cilindri, tutto motore e telai di calcestruzzo).
Costoro, non legati ad alcun gruppo industriale (che bellezza) sapevano che la sopravvivenza veniva dallo spettacolo e dagli spettatori, agli sponsor di conseguenza allora interessavano questi ultimi.
I garagisti (capeggiati un certo Bernardo, ora vecchio stramiliardario) tentarono invano di far introdurre nei regolamenti un limitatore di portata massima del combustibile che il buon Carlo Chiti di Alfa Romeo appellò “debimetro” per riequilibrare le prestazioni dei motori a favore del V8 americano ma sopratutto per limitare l'arrampicata alle spese inutili.
Non se ne fece nulla: il Drake sfruttò appieno il suo prestigio e la sua posizione politica dominante per far bocciare una norma che lo avrebbe costretto a cambiare il concetto di progettazione dei suoi mezzi, cosa che non sarebbe stato in grado di fare per molto tempo, finchè non comprarono quel prestigiatore di John Barnard.
Comunque il “coso” allora sarebbe stato un semplice tubetto con un foro calibrato sulla linea di mandata del combustibile, a pressione costante avrebbe fatto passare una quantità massima stabilita nell'unità di tempo.
Traslato nell'epoca moderna, quella delle iniezioni programmate, il concetto si applica abbastanza facilmente: al rail degli iniettori o comunque alla mandata degli stessi arriverà al massimo una quantità stabilita di combustibile per unità di tempo, quello che è speso è speso, il resto è sprecato, tornerà nel serbatoio. Non serve più limitare il tipo di ciclo (2T, 4T, turbina) diesel no perchè cambierebbe il combustibile...
la cilindrata/il numero di cilindri/numero delle marce
la capacità del serbatoio
il peso del veicolo
Le categorie sarebbero distinte in base alla portata del combustibile ad esempio:
   Moto 1: 20 Kg/ora (più o meno 25 litri/ora con benzina commerciale)
   Moto 2: 15 Kg/ora
   Moto 3: 10 Kg/ora
per un raffronto il consumo attuale medio è circa 20 lt x 40 min di una gara di MotoGP:
tradotti in Kg/h: 20 x 0,78= 15,6 Kg  per 40 min. (15.6 /40)x60= 23,4  Kg/h
La sfida per il progettista così è realmente impegnativa, deve trovare la formula più conveniente per andare al sempre al massimo (questo è l'unico concetto delle corse).
Rispetto alle formule di consumo/limitazioni di capacità dei serbatoi questo sistema impedisce di andare forte in prova poi diventare pecore in gara a causa dei consumi.
Oppure fare una parte di gara da leoni ed una da pecore perchè non hai più benza.
Oppure fare il ragioniere per tutta la gara per risparmiare benza e tirare solo gli ultimi due giri facendo incazzare gli spettatori e mortificando lo spettacolo.
Ci è sempre limati il cervello a strozzare l'aria ai motori per limitare questo o quell'altro (air restrictor etc.) equilibrare il numero dei cilindri/cilindrate etc ma l'aria è gratis e non produce calore.
E' solo il combustibile che produce calore, pesa, costa.

Il concetto è universale, si può applicare a tutte le competizioni motoristiche: barche, camion, auto, derivate di serie, prototipi, si sposerebbe in maniera perfetta con sistemi a recupero di energia.
Per le SBK, da sempre tormentati da liti sui regolamenti potrebbe essere
18Kg/ora di benzina, telaio, forcellone, basamento, testa di serie.
SPALANCA IL GAAAAAAS!!! - idiozie e luoghi comuni - 14 nov 2013
"Ecco il pilota X che SPALANCA IL GAS!!!, come SPALANCA LUI NON LO FA NESSUNO!!"
Strilla pieno di enfasi un coglione a commentare una gara di motociclismo in TV.
"....uscito dalla curva ecco Y CHE SPALANCA IL GAAS!!...", e via decine di volte in minuto "SPALANCA IL GAS!!" per una quarantina di minuti della gara.
Ci si riempie la bocca di "spalanca il gas", ti fa soffiare, ti gonfia le guance, ti riempie il silenzio fra una cazzata e l'altra.
Come le bestemmie che i nostri nonni usavano come intercalare.
Se dai ascolto a questi idioti sembra che tutti gli altri concorrenti non aprano mai la manetta.
Dopo tutte queste cazzate che ho ascoltato per anni, irritandomi regolarmente, ragioniamo come normali umani razionali.
Ogni individuo che abbia un normale esperienza di conduzione di una motocicletta sa che SPALANCANDO IL GAS (supponendo che il coglione di cui sopra intendesse con questo una repentina improvvisa totale rotazione della manopola dell'acceleratore dalla posizione di tutto chiuso a quella di tutto aperto) in un mezzo a due ruote di una potenza e/o di una coppia apprezzabile (quale sicuramente un mezzo da competizione) nella fascia di giri che costituisce l'utilizzo puoi ottenere due effetti principali:
Se l'aderenza del fondo supporta la forza trasmessa al pneumatico dal propulsore ti metterai la moto per cappello.
In caso contrario, il pneumatico posteriore perderà repentinamente aderenza e se sei in curva ti fracasserai per la tangente.
Se azzardi a chiudere a metà dell'opera (ma, oibò, allora vuol dire che non stai SPALANCANDO!) la suddetta moto si pianterà all'improvviso e ti fracasserai per tangente. (ormai tutti i "cagofoni" parlano di high side)
Ecco perchè il cazzone col microfono potrebbe disquisire di: "opportuna modulata apertura dell'acceleratore in relazione al limite di aderenza del fondo e dei pneumatici".
Mai sentito un top rider che ha detto "HO SPALANCATO IL GAS", è evidente che il suddetto comando è sempre aperto nella misura massima consentita dal limite del mezzo, pilota, pista.
Sentendo il coglione col microfono lo SPALANCARE IL GAS è quello che fa la differenza fra in campione ed un comprimario, fra la vittoria e la mediocrità.
Se mettessimo sotto il naso del coglione la telemetria di un giro ad illustrare che il talento non si misura in un unico gesto meccanico, ma se proprio vogliamo ridurre tutto ad un dato essenziale, al prodotto del tempo per l'apertura della farfalla in un giro di pista, per tutti i giri della gara.?
Suppongo che coglione col microfono circolando su un bidet di plastica, leggasi scooter, possa sfogarsi a spalancare quello che vuole, tanto in quel caso non succede proprio niente.
Quanto mi ha rotto per intere stagioni ascoltare questa stronzata.
Episodio: Ero un pilota di motocross amatore regionale, ai tempi d'oro si andava in pista meno di una volta a settimana per vari motivi (mancaza di carrello proprio, pista impraticabile, tempo insufficiente ecc.) e spesso ci si andava ad allenare dove capitava, vicino a casa, un terreno incolto, una cava di sabbia e ghiaia (molto prima che lo facessa Valentino...).
Faceva anche molto figo perchè invariabilmente dopo cinque minuti che si girava si creava un capannello di ammiratori ad osservare ed ad ossequiarti quando ti fermavi. Bei tempi.
Sono con il mio amico a girare nei pressi di una cava di sabbia nei pressi di Fosso Ghiaia (ma guarda) lungo la Romea/Adriatica con il solito gruppetto di astanti a guardare. Ci conosciamo praticamente tutti, dai bambini di 6 anni a qualche nonno con nipote annesso.
C'è anche un ragazzetto sedicenne che corre nell'italiano velocità 125, poi si farà onore nel mondiale assieme ad un suo simile anch'egli "manico" nella velocità 125.
Mi chiedono di fare un giro con la mia moto che gli concedo volentieri.
Il campioncino fa il suo giretto sul percorso poi giunto nel parcheggio asfaltato (il suo terreno) SPALANCA IL GAS come avrebbe fatto con la sua bicillindrica e la potente (lo sarebbe anche ora) KTM 250 MC parte di botto col retrotreno facendogli strusciare le chiappe sull'asfalto, per fortuna umido...
LA SAGRA DEI PUNTI - 9 nov 2013
La legge dello sport vuole che vinca il migliore (che non sempre il più forte), non il più fortunato o il più prudente.
La legge dello spettacolo vuole che ci sia lotta serrata fino alla fine in ogni gara fino all'ultima gara del campionato.
Fino al 1987 il sistema di punteggio era poco preminante per la vittoria, dopo quell'anno divenne addirittura demenziale allargando la distribuizione fino al 15°, punti a cani e porci nel nome di quei quattro soldi che cosi si pensava di far raccogliere ai piloti privati dal panettiere, dal ferramenta o dal ricambista del paese (gli sponsor..)
Il "pilota privato" alloggia stabilmente al museo di antropolgia già dal 1998 e non lo trovi neppure nella Superstock
E' stato un incentivo ad orde di ragionieri conservativi e calcolator a discapito dei fantastici combattenti "banzai, vinci o muori", dei primi per quento bravi e vincenti ho solo sfumati ricordi, dei secondi ho inciso nella mente Schwantz, Mamola ecc.
Escludo Micheal Doohan che è stato un autentico schiacciasassi ed ha menato mazzate tremende a tutti senza mai nessuna necessità di strategie.
Per carità, alla fine hanno vinto quasi sempre i migliori lo stesso ma quanto divertimento ci siamo persi?
PER FORTUNA CHE E' COMPARSO VALENTINO!
Ed adesso (sono cazzi per tutti) c'è da tempo Marc Marquez che scombina pesantemente tutte le carte.
Se i punti per la vittoria sono solo il 20% in più del secondo posto, non vale la pena di spingere per vincere.
A cosa serve rischiare di cadere se perdendo un solo risultato utile sarai fottuto per sempre dal ragioniere del "passo"?
Il sistema di punteggio deve premiare la lotta per la classifica, quindi i punti per una posizione devono essere almeno la somma dei punti delle due posizioni successive:
Al primo dai 10 punti? Al secondo 6 ed al terzo 4 al quinto 3 .. sesto 2 sett 1...
Vuoi fare babbo natale? 25-15-10-6-4-3-2-1
In medio stat virtus? 20-12-8-5-3-2-1
Per arrivare matematicamente alla fine del campionato con il titolo ancora in ballo occorre usare il sistema degli scarti:
18 gran premi?
Ogni pilota può scartare 2 risultati nei primi 9 GP e 2 nei secondi 9, se si cade se si ha un infortunio o se si prende la cagarella la stagione non è buttata, sei sempre in gara.
Qualcuno legge e pensa che scrivo stronzate?
Possibile, sono già contento se qualcuno legge, ma un sistema simile si usava in F1 negli anni 70 (allora le macchine si rompevano per fortuna) e consentiva lo spettacolo fino alla fine, infatti McLaren prese Ferrari a calci nei denti almeno due volte (Fittipaldi & Hunt) negli ultimi GP.
Le MotoGP per quanto inutili ai fini dello spettacolo e dell'evoluzione del prodotto non si rompono mai ma i piloti purtroppo si o comunque cadono prendendo uno zero, con gli scarti a due tranche tutti sono in gara fino alla fine.
L'ora in Milano Marittima:
Se vuoi farti odiare, chiedi del denaro a qualcuno cerca di vendere qualcosa a chi non te l'ha chiesta
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