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Moto Opinioni

Motociclismo
RIDE BY WIRE: LA MORTE CORRE SUL FILO - 7 luglio 2013

Migliaia di poveri passeggeri sono morti a causa di questa tecnologia, che purtroppo negli aerei moderni è irrinunciabile.

Non è affatto irrinunciabile invece sulle moto, oppure è fortemente limitabile.
Credo sia assolutamente INDISPENSABILE la possibilità per il pilota di poter attuare la manovra di chiusura della valvola del gas direttamente tramite collegamento meccanico, operare un shut off anche se la fottuta centralina dice di no.
Aborro gingilli elettronici come il "blipper" mi sembra che in F1 si chiamasse così, che accelera al posto del pilota in scalata per non bloccare la ruota o l'antisaltellamento che agisce sulla farfalla mantenendo accelerato il motore: tutte cose che potenzialmente uccidono e sicuramente mortificano il talento.
Il pilota ha ben due mani, due polsi, dieci dita per:

  • ruotare l'acceleratore quando serve

  • modulare la frizione in scalata, in rilascio ed in accelerazione

  • fare altre cose


se delega tutto questo ad uno stupido topo della tastiera queste attività, cosa lo pagano a fare?

L'ultimo baluardo dell'uomo che rischia la pelle per mestiere contro il bieco topo dei libri, il quale nel suo intimo aspirerebbe ad un futuro in stile “la battaglia dei robot” dove pallidi segaioli che vivono perennemente al buoi dietro ad un monitor programmano stupidi giocattoli per distruggersi a vicenda è una sottile treccia di acciaio che collega il polso del pilota alla valvola a farfalla.
Io
apro e chiudo l'aria al motore, decido io! Il resto di tutti gli inutili, costosi, pericolosi, fallibili computer potrà scegliere di dare benzina o no, di anticipare l'iniezione ecc.ecc., ma se io NON APRO lui sta fermo, se chiudo LUI MUORE.
Penso con inquietudine al prossimo psicopatico che convincerà il suo capo della assoluta necessità di implementare il “brake by wire” (che sembrerebbe il freno della bicicletta in effetti). Ovviamente sugli aerei c'è già.
Immaginate! Niente pompa idraulica sotto le tue dita, un bel potenziometro con una molletta di contrasto e l'ormai ex pilota frena ma non succede niente perchè secondo il programma impostato in centralina (hops, sorry! Software nella CPU) la moto non è ancora abbastanza vicina al punto di corda oppure non è abbastanza inclinata!!!
Per capire il livello mentale del topo del PC basta pensare al gran volo con conseguenti fratture che ha fatto un povero simpatico pilota durante le prove di una gara mondiale nel 2013 per aver inserito per sbaglio il limitatore di velocità per i box durante una staccata: il motore si è bloccato istantaneamente con la moto a 200 Km/h. Genio dell'informatica eh?
Vogliamo commentare il livello di preparazione di questi scienziati ed il livello di rischio invece al quale sono sottoposti i piloti?
Personalmente ho urtato un ostacolo con un'auto dotata di ABS,  ormai purtroppo lo sono tutte per obblighi di legge, perchè il genio della lampada sentendo le radici dei pini sotto le ruote si è rifiutato cocciutamente di trasmettere il mio impulso ai freni ritenendo stupidamente che le ruote fossero bloccate.

Allo stesso modo sono stato costretto per contratto a guidare con sgomento vetture pomposamente dotate di un inutile sistema BAS (brake assistant sistem) "ti assisto io a premere il freno in quanto tu sei un deficiente” che mantengono la macchina furiosamente frenata la anche se tu hai già rilasciato il pedale da qualche secondo perchè il problema è risolto e tu chiedi gentilmente alla stupida scatola di metallo che ti tiene in ostaggio: “ ma vuoi lasciarmi andare o mi prendo un albergo qui?!”

moto 450 4T Motocross: OGGETTO SENZA SENSO - 29 genn 2015
Oltre a compiacere ossequiosamente la Honda, qual'è il senso di ammettere tutt'oggi l'impiego di moto da 450 cc nelle categorie del motocross, mondiale, nazionale, amatoriale?
Oggetti tanto costosi quanto assolutamente inutili (soprattutto pericolosi, rumorosissimi e distruttori di tracciati) che neppue nessuno dei big della MXGP è in grado di sfruttare per più metà manche, tant'è che IL MIGLIORE ha corso e dominato con una 350 cc.
Oggetti dalle prestazioni inusitate, tanto che sono più i tecnicismi per renderle tranquille che quelli per tirare fuori le prestazioni, che hanno reso pericolose ed obsolete tutte le piste.
Perchè le federazioni che annualmente ci estorcono i soldini per licenze e tessere varie sono cosi miopi ed asservite?
Non servirebbe forse un motocross più umano per poter far divertire di nuovo i nostri figli senza ansie? Divertire nel senso di praticare.
C'è più gusto a tirare la biella ad un 125 2T andando limitatore per tutto il giro di pista per ogni giro per  potersi movere dal posto od a farsi portare a spasso come una merda dopo soli due giri, con le chiappe incollate vergognosamente alla sella e con le braccia morte (o dure) da un arnese che hai pagato più un motoscafo?

MOTOCROSS, SISTEMI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE, AI CAMPIONI NON SERVONO PERCHE SONO DEI MARZIANI? - 9 nov 2013

Il motocross, ultimo vero sport del motore dove conta solo l'uomo e l'Italia L'UOMO ce l'ha, peccato che è uno solo. Bisognerebbe clonarlo come la pecora Dolly.

Guardavo il Mondiale in TV ora non più purtroppo perchè abbiamo dei geni alla FIM e sono sorpreso perchè in un "dietro le quinte" vedo Antonio Cairoli che si sta vestendo per la gara.
Vedo chiaramente un accessorio che conosco bene: un tutore del ginocchio in carbonio, segno che il guaio di Maggiora ha lasciato un brutto segno. Sono sorpeso perchè per la prima volta vedo un campione indossare veramente un apparato del genere, di solito li indossano per gli scatti pubblicitari sponsorizzati.
Sono sorpreso perchè da sempre guardando il motocross professionistico vedo sia ragazzini imberbi che navigati campioni che mi virtualmente mi sbeffeggiano pilotando a livello stratosferico con rischi annessi SENZA INDOSSARE NIENTE!

Guardo una foto di Herlings (solo per esempio, ma son tutti così) ed in pratica indossa Casco, Occhiali, Guanti e Stivali.
Niente fascia, niente pettorina, niente protezioni, niente di niente, persino maniche corte a volte.
Io che sono un vecchio rottame
, ci metto buona mezz'ora per agghindarmi con:

  • due tutori per le ginocchia (ho entrambi i legamenti crociati belli sfilacciati), non servono ad una banana ma aiutano psicologicamente, ne ho di due tipi: Asterix e Cti che aquistai direttamente negli USA quando qua non sapevano neanche esistessero

  • fascia addominale

  • pettorina estesa

  • gomitiere! (eh si, non mi piacciono i gomiti scorticati)

  • oltre ovviamente a casco/guanti/stivali/occhiali/pantaloni/maglia/collare(il leatt non ce l'ho perchè costa come una Porsche ed io salto al massimo un metro) .


Ipotesi 1
. I professionisti sono degli alieni con un DNA solo parzialmente simili agli umani, sono privi scheletro, cosi non si rompe, non sono ricoperti di pelle come noi umani ma di vero cuoio col simbolo della povera mucca scuoiata. Mi sembra una stronzata perchè solo nel 2013 molti di loro hanno preso l'elicottero prima che terminasse la gara.
Ipotesi 2
. I professionisti sono degli imbecilli autolesionisti mal consigliati che amano farsi del male perche girare nudi fa più figo.

Guardando Herlings questa ipotesi mi sembra più vicina alla realtà....
Ipotesi 3
. I professionisti sanno che girando nudi, si guadagna un secondo al giro, nonchè alla fine della gara hai un giro in più nel quale puoi andare forte.

La federazione è composta da cazzoni incompetenti ai quali della salute dei piloti non gliene può fregar di meno, neppure se la morte od il grave ferimento di un povero ragazzo può gettare discredito sul nostro sport. Ragion per cui non ci sono norme minime riguardanti le protezioni individuali ne omologazione delle medesime. Questa ipotesi mi sembra ancor più vicina alla realtà.

Qualunque sia l'ipotesi corretta resta lo sconcerto perchè questa gente sono campioni
, l'esempio da imitare, il modello al quale gli aspiranti campioni ma anche i semplici amatori si ispireranno, rischiando inutilmente la propria vita o la propria salute.
Non ho mai visto in MotoGP un top rider correre senza paraschiena perchè fa più figo ed alleggerisce la moto.

Per concludere una verità ed un'aneddoto.

  • L'unico che può girare nudo sulla moto da cross in pista è Rocco Siffredi, come apparve anche in un divertente articolo su  Motocross di un paio di anni fa.

    Perchè LUI, è innegabile, C'HA LE PALLE!


  • Repubblica di San Marino.

La settimana di Ferragosto si disputa da tempo immemore sul tracciato della Baldasserona una bella ed affollata gara interregionale  di Motocross denominata Trofeo Calisesi.
Fino a qualche anno fa vi partecipavo anch'io (è lì che ho lasciato i miei legamenti).
Edificio della direzione gara, alla verifica iscrizioni c'è la solita fila di gente in attesa di sbrigare le pratiche.
L'attesa mi fa buttare l'occhio in giro: una decina di persone davanti a me mi danno le spalle e mi mostrano i gomiti,
..sorrido, tutti e dieci hanno delle vistose abrasioni sui gomiti,  "accessoriate" da altrettanto vistose croste in almeno un lato.
Molti le hanno su entrambi i gomiti, come quando si era bambini.

L'unico sano sono io, e per una volta non mi sento un pirla.

REGOLAMENTI TECNICI E SPORTIVI - 7 lug 2013

Sappiamo tutti che in Italia si contano almeno venti milioni di allenatori della Nazionale di calcio, fortunatamente del calcio non me ne frega un beato piffero ma sono cosciente che ci sono almeno duemila (spero di non esagerare) autonominati esperti di regolamenti tecnici sportivi relativi alle competizioni motociclistiche, oltre a quelli effettivamente riconosciuti sulla scena ufficiale.

Come con gli allenatori della nazionale che hanno la loro formazione e schemi di gioco, i miei "simili" hanno la ricetta magica per massimizzare il risultato della moltiplicazione:
spettacolo x n. spettatori x bassi costi x soddisfazione delle case x orgasmo di quei c....i degli ingegneri x eccitazione degli sponsor x massima sicurezza piloti ...ecc.ecc.

Approfittando del website che mi sono testè fatto, che nessuno legge ma nessuno mi può cancellare, del fatto che sono a tutti gli effetti un progettista di veicoli anche se nella pratica ho realizzato solo i miei, posso proporre la MIA formula (o la mia formazione).
Come tutte le proposte è di parte perchè:

  • Detesto gli ingegneri a ragion veduta, so come ragionano (meglio come non ragionano)

  • Sono un motociclista e vado in moto, quindi parlo con cognizione di causa e non solo per teorie lette su libri o peggio sui giornali.

  • Detesto i produttori ed in generale tutti quelli che invece di lavorare per vincere si fanno fare le regole per vincere.

  • Andare a 360 Km/h in moto è solo stupidità (oltre che inutile rischio e pericolo per tutti), il gusto e lo spettacolo sono identici anche a 250 Km/h

  • Amo lo spettacolo e non me ne frega niente della esasperazione tecnologica perchè sulla moto c'è sempre un uomo.


Gli argomenti e le proposte:

  • BASTA PIATTAFORME INERZIALI

  • STOP ANCHE AI GPS PRIMA CHE LI ADOTTINO

  • DEBIMETRO - LIMITATORE DI PORTATA DEL COMBUSTIBILE

  • GOMME COME FORME DI PARMIGIANO. LE MOTO DI TRON?

  • LA SAGRA DEI PUNTI: DIAMO DEI PUNTI ANCHE AL 25°?!

MOTOCROSS: DOPING, CHI CONTROLLA, QUANDO E COME?

Vedo intervistare un pilota mediocre, diciamo pure di secondo piano, che ha appena tagliato il traguardo di una seconda manche del mondiale MX1 (siamo nel 2013), è sulla moto, ha ancora il casco in testa, ha tirato come un ossesso per tutti i quaranta minuti della manche per stare davanti al migliore pilota di tutti i tempi, ha condotto una MX1 450 per tutti i giri senza mai calare il ritmo.

Ha già vinto anche la prima manche con lo stesso impeto e lo stesso enorme dispendio di energie.

  • Non è sudato.
  • Ha un ritmo respiratorio di un cadavere.
  • Parla piano come se avesse guardato la gara seduto sul divano davanti alla televisione.

E' vero che non sono un medico, ma non sono stupido ne cieco...

Ogni volta che vedo queste cose mi vengono in mente due sorelle tenniste colorate di livello mondiale, che pur giocando a tennis hanno una muscolatura da sollevatore di pesi maschio, oppure tanti centometristi medagliati che pur dovendo usare solo le gambe hanno delle spalle come dei camioncini...

VAFF... ALLE PIATTAFORME INERZIALI - 9 nov 2013

Infernali apparati capaci di tenere in equilibrio anche sistemi ai quali la fisica non autorizza a farlo, tipo SEGWAY trabiccolo a batteria con due ruote parallele sullo stesso asse che ha infuriato, per poco, qualche anno fa, col quale circola anche la polizia in qualche centro storico.

Questa accozzaglia di componenti elettronici più un paio di giroscopi fornisce la base per la guida degli aerei e dei missili (aimè) ma ormai è presente anche nei giocattoli.
E' questa tecnologia ha fruttato l'unico tilolo mondiale in MotoGP alla rossa nazionale grazie agli amichetti della Marelli ed ai buoni auspici dell'altra rossa con il doppio delle ruote. Peccato che l'anno dopo tutti avevano capito il trucco ed addio titoli.
Come aveva regalato un titolo mondiale al fenomeno "rolling" Stoner, successivamente gli è costata un altro titolo mondiale con una giapponese quando "spalancando il gas"  con veemenza l'aggeggio non ha capito che non c'era abbastanza aderenza ed ha mandato il nostro eroe in orbita con un astragalo frantumanto.

Ormai è una battaglia persa: hanno vinto gli ingegneri (per i quali la cagnetta Laika sarebbe il pilota ideale: non fa storie, la telecomandi come vuoi, è replicabile, non parla e le puoi dare la colpa) contro gli "umanisti" come tutta la gente di buon senso che sostiene che la guida della moto è una sfida, un piacere per l'uomo, altrimenti prendi il treno.

Questo arnese che se connesso oltre che al motore/trasmissione anche ad un attuatore sullo sterzo
sarebbe in grado di tenere in piedi una moto da sola come se fosse sul cavalletto (senza pilota e senza cavalletto...) ha già fatto la comparsa sulla produzione di serie quindi milioni di scooteristi da domani si illuderanno di saper pilotare una moto al pari di milioni automobilisti col cambio automatico...

Come tutti gli ausili che mortificano il talento, mi piacerebbe che fosse bandito totalmente nelle corse.
Non potendosi ormai più fare, auspicherei almeno di castrargli una delle sue caratteristiche più aberranti: la possibiità di segnalare alla centralina l'inclinazione della moto.

Commento: ogni volta che leggo sulla carta igienica che si definisce "speciliazzata" che il tale incensato pilota è un fenomento perchè usa "pochissima elettronica" avrei l'istinto di sputare all'incompetente coglione che ha scritto questa stronzata.




GOMME COME FORME DI PARMIGIANO. LE MOTO DI TRON? - 9 nov 2013

Perchè non si montano direttamente delle sfere di gomma al posto dei soliti "tori".


* "Shit! with these new tires I don't see anything!"

Siamo vicini al ridicolo. A chi giova la piega da 65°, che tanto in strada non la fai?

VAFF... ANCHE AI GPS - 9 luglio 2013

Perchè le corse di moto in pista non diventino completamente una partita di videogame dove i topi del PC si sfidano per dimostrare chi quella settimana ha sfoderato il software più efficace, si dovrebbe escludere un'altra possibiltà utilizzo diavoleria: il GPS.


Prima una domanda: ti interesserebbe seguire una partita di videogame in TV alla domenica?
Si? Allora vai subito dallo psichiatra. Fatti curare.

Una mappatura per ogni specifico centimetro della pista, a seconda di dove si trova la moto: è pura follia. In un puro sterile confronto informatico, l'uomo alla guida è solo un accessorio.

La pallosa F1 ce l'ha da tempo: controlla, ad esempio, il differenziale in maniera diversa ad ogni curva di ogni circuito!!
Infatti per tenere sveglio il pubblico lasciano uscire 400 Db di fracasso dagli scarichi. (nel 2014 hanno cambiato i motori ed ora nel silenzio gli spettatori dormono dall'inizio alla fine)
Per quelli invece che dormono davanti alla TV per lo spettacolo deprimente fanno uscire la safety car ogni tot giri, li obbligano a montare gomme appositamente di merda che si disfano random nonchè gli fanno aprire e chiudere le ali per sorpassare IN RETTILINEO (fantastico).



MORIRE DI MOTOCROSS - 28 feb 2012

Il mio motocross era "competizone motociclistica di velocità fuoristrada".

Era scritto anche nell'annuario della FIM che si riceveva ogni anno quando si staccava la licenza di pilota (in realtà c'era scritto CONDUTTORE...) ma come suonava bene! "PILOTA" mi riempiva di gas!
Sarò un dinosauro (in senso geriatrico), ma così mi piaceva.
Tra le norme regolamentari originarie, che credo nessuno conosca, c'era che la velocità media sul giro di pista non doveva superare i 52 Kmh, perciò le piste dovevano essere adeguate.
"competizione motoclistica di velocità fuoristrada", non "circo di gladiatori che saltano con la moto finchè ne rimane forse uno solo"
Guardo la foto di Ryan Morais che piomba con la moto sulla schiena di Trey Canard durante il Supercross di Los Angeles del 2012 perchè il secondo (rallentato da uno striscione pubblicitario) ha saltato SOLO UN DOPPIO mentre l'aggressore HA CHIUSO UN TRIPLO mi vendono i brividi. OK, gli americani sono strani in tutto: morire o restare paralizzati per loro sembra un evento accettabile se si vuole raggiungere un obbiettivo.

Anche quando il motocross era il MIO non ho mai digerito i salti ciechi: arrivavi sulla rampa e solo quando ormai eri in aria sapevi che c'era un'ammucchiata sotto. 
Una moto una volta lanciata da un salto non è un aeroplano, è solo un proiettile: va dove l'hai lanciata sulla rampa, non puoi cambiare direzione, puoi alzare o abbassare il davanti, alzare o abbassare il didietro, i più scafati la possono mettere di traverso, "wippare" ecc. ma il il centro di gravità seguirà invariabilmente la traiettoria del proiettile uscito dalla canna, se sei lungo prega e/o muori, se sei corto prega e/o muori, se stai volando oltre la pista ..prega e/o muori, se stai atterrando sopra un disgraziato prega di non ammazzarlo.
Assodato che, indipendentemente dalla pista, dalla moto, dalle condizioni atmosferiche, NEL MOTOCROSS VINCONO SEMPRE I MIGLIORI qual'è il nesso fra lo sport spettacolare ed il l'arena per i suicidi?
Adoro la moto ed il motocross, mi è costato tanto questo affetto, in temini di sofferenze fisiche ma non riesco a convenire sulla necessità di morire per questo aberrante modo di intendere il motocross.
La vita umana non ha prezzo. 


Bruno A. Sforzini

LIMITARE DI PORTATA DEL COMBUSTIBILE e BASTA

Come arcinoto nelle competizioni motociclistiche il regolamento lo stabilsce Honda, solo a suo favore, per vincere sempre, molto sportivamente, per schiacciare tutti con la sua potenza industriale. 

C'è quasi riuscita a schiacciare tutti visto che per poco non corrono da soli.
“Sfida tecnica”, ”libertà di sperimentare agli ingegneri”, “progresso tecnico”, sono tutte cagate: vincere per vendere, vincere per vendere anche le motoGP ai team satellite.
Se proprio Honda volesse dar sfogo alla pornofilia dei suoi ingegneri, se volesse dimostrare a tutti quali sono i più intelligenti potrebbe lanciare una vera sfida tecnologica e morale rivoluzionado le regole in questo modo: privilgiare il rendimento istantaneo.

Il debimetro
fu una proposta dei “garagisti” della F1 (termine spregevole con cui Enzo Ferrari appellava un gruppo di straccioni inglesi che regolarmente lo bastonava negli anni 60/70 spendendo un decimo di quello che spendeva lui, producendo vetture leggerissime, fin troppo, stabili maneggevoli ed equipaggiate con un unico motore commerciale come il DVF Ford, contro le pesanti sempre arcaiche Ferrari con motori da 67 cilindri, tutto motore e telai di calcestruzzo).
Costoro, non legati ad alcun gruppo industriale (che bellezza) sapevano che la sopravvivenza veniva dallo spettacolo e dagli spettatori, agli sponsor di conseguenza allora interessavano questi ultimi.

I garagisti
(capeggiati un certo Bernardo, ora stramiliardario) tentarono invano di far introdurre nei regolamenti un limitatore di portata massima del combustibile che il buon Carlo Chiti di Alfa Romeo appellò “debimetro” per riequilibrare le prestazioni dei motori a favore del V8 americano ma sopratutto per limitare l'arrampicata alle spese inutili.
Non se ne fece nulla: il Drake sfruttò appieno il suo prestigio e la sua posizione politica dominante per far bocciare una norma che lo avrebbe costretto a cambiare il concetto di progettazione dei suoi mezzi, cosa che non sarebbe stato in grado di fare per molto tempo, finchè non comprarono quel prestigiatore di John Barnard.
Comunque il “coso” allora sarebbe stato un semplice tubetto con un foro calibrato sulla linea di mandata del combustibile, a pressione costante avrebbe fatto passare una quantità massima stabilita nell'unità di tempo.

Traslato
nell'epoca moderna, quella delle iniezioni programmate, il concetto si applica abbastanza facilmente: al rail degli iniettori, o comunque alla mandata degli stessi arriverà al massimo una quantità stabilita di combustibile per unità di tempo, quello che è speso è speso, il resto è sprecato, tornerà nel serbatoio. Non serve più limitare:

  • il tipo di ciclo (2T, 4T, turbina) diesel no perchè cambierebbe il combustibile...

  • la cilindrata/il numero di cilindri/numero delle marce

  • la capacità del serbatoio

  • il peso del veicolo


Le categorie sarebbero distinte in base alla portata del combustibile ad esempio:

  •    Moto 1: 20 Kg/ora (più o meno 25 litri/ora con benzina commerciale)

  •    Moto 2: 15 Kg/ora

  •    Moto 3: 10 Kg/ora

per un raffronto il consumo attuale medio è circa 20 lt x 40 min di una gara di MotoGP:
tradotti in Kg/h: 20 x 0,78= 15,6 Kg  per 40 min. (15.6 /40)x60= 23,4  Kg/h

La sfida per il progettista
così è realmente impegnativa, deve trovare la formula più conveniente per andare al sempre al massimo (questo è l'unico concetto delle corse).
Rispetto alle formule di consumo/limitazioni di capacità dei serbatoi questo sistema impedisce di andare forte in prova poi diventare pecore in gara a causa dei consumi.
Oppure fare una parte di gara da leoni ed una da pecore perchè non hai più benza.
Oppure fare il ragioniere per tutta la gara per risparmiare benza e tirare solo gli ultimi due giri facendo incazzare gli spettatori e lo spettacolo.
Ci è sempre limati il cervello a strozzare l'aria ai motori per limitare questo o quell'altro (air restrictor etc.) equilibrare il numero dei cilindri/cilindrate etc ma l'aria è gratis e non produce calore. E' solo il combustibile che produce calore, pesa, costa.

Il concetto è universale, si può applicare a tutte le competizioni motoristiche: barche, camion, auto, derivate di serie, prototipi, si sposerebbe in maniera perfetta con sistemi a recupero di energia.

Per le SBK, da sempre tormentati da liti sui regolamenti potrebbe essere
18Kg/ora di benzina, telaio, forcellone, basamento, testa di serie.
Moto omologata stradale completa targata in vendita al pubblico chiavi in mano max 40.000 € senza limiti di quantità.  

SPALANCA IL GAAAAAAS!!! - idiozie e luoghi comuni - 14 nov 2013

"Ecco il pilota X che SPALANCA IL GAS!!!, come SPALANCA LUI NON LO FA NESSUNO!!" 

Strilla pieno di enfasi un coglione a commentare un evento sportivo in TV.
"....uscito dalla curva ecco Y CHE SPALANCA IL GAAS!!...", e via decine di volte in minuto "SPALANCA IL GAS!!" per una quarantina di minuti della gara.
Ci si riempie la bocca di spalanca il gas, ti fa soffiare, ti gonfia le guance, ti riempie il silenzio fra una cazzata e l'altra.
Come le bestemmie che i nostri nonni usavano come intercalare.
Se dai ascolto a questi idioti sembra che i piloti appartengano due tipologie: quelli artritici e quelli col polso destro di gomma.
Dopo tutte queste cazzate che ho ascoltato per anni, irritandomi regolarmente, ragioniamo come normali umani razionali.
Ogni individuo che abbia un normale esperienza di conduzione di una motocicletta sa che SPALANCANDO IL GAS (supponendo che il coglione di cui sopra intendesse con questo una repentina improvvisa totale rotazione della manopola dell'acceleratore dalla posizione di tutto chiuso a quella di tutto aperto) in un mezzo a due ruote di una potenza e/o di una coppia apprezzabile (quale sicuramente un mezzo da competizione) nella fascia di giri che costituisce l'utilizzo puoi ottenere due effetti principali:

  • Se l'aderenza del fondo supporta la forza trasmessa al pneumatico dal propulsore ti metterai la moto per cappello.

  • In caso contrario, il pneumatico posteriore pattinerà repentinamente e se sei in curva ti fracasserai per la tangente.

  • Se azzardi a chiudere a metà dell'opera (ma, oibò, allora vuol dire che non stai SPALANCANDO!)  la suddetta si pianterà all'improvviso e ti fracasserai per tangente. (ormai tutti i "cagofoni" parlano di high side)

Ecco perchè il cazzone col microfono dovrebbe disquisire di: "opportuna modulata apertura dell'acceleratore in relazione al limite di aderenza del fondo e dei pneumatici".
Mai sentito un top rider che ha detto "HO SPALANCATO IL GAS", è evidente che il suddetto comando è sempre aperto nella misura massima consentita dal limite del mezzo, pilota, pista.
Sentendo il coglione col microfono lo SPALANCARE IL GAS è quello che fa la differenza fra in campione ed un comprimario, fra la vittoria e la mediocrità.
Se mettessimo sotto il naso del coglione la telemetria di un giro ad illustrare che il talento non si misura in un unico gesto meccanico, ma se proprio vogliamo ridurre tutto ad un dato essenziale, al prodotto del tempo per l'apertura della farfalla in un giro?
Suppongo che coglione col microfono circolando su un bidet di plastica, leggasi scooter, possa sfogarsi a spalancare quello che vuole, tanto in quel caso non succede proprio niente.
Quanto mi ha rotto per intere stagioni ascoltare questa stronzata.

Episodio: Ero un pilota di motocross amatore regionale, ai tempi d'oro si andava in pista meno di una volta a settimana per vari motivi (un carrello in due, pista impraticabile, tempo insufficiente ecc.) e spesso ci si allenava dove capitava, vicino a casa, un terreno incolto, una cava di sabbia e ghiaia (molto prima del grande Valentino...).
Faceva anche molto figo perchè invariabilmente dopo cinque minuti che si girava si creava un capannello di ammiratori ad osservare ed ad ossequiarti quando ti fermavi. Bei tempi.
Sono con il mio amico a girare nei pressi di una cava di sabbia nei pressi di Fosso Ghiaia (ma guarda) lungo la Romea/Adriatica con il solito gruppetto di astanti ad ammirare. Ci conosciamo praticamente tutti, dai bambini di 6 anni a qualche nonno con nipote annesso.
C'è anche un ragazzetto sedicenne che corre nell'italiano velocità 125, poi si farà onore nel mondiale assieme ad un suo simile anch'egli "manico" nella velocità 125. Mi chiedono di fare un giro con la mia moto che gli concedo volentieri.
Il campioncino fa il suo giretto sul percorso poi giunto nel parcheggio asfaltato (il suo terreno) SPALANCA IL GAS
e la potente (lo sarebbe anche ora) KTM 250 MC parte in testacoda facendogli strusciare le chiappe sull'asfalto, per fortuna umido...

LA SAGRA DEI PUNTI - 9 nov 2013

La legge dello sport vuole che vinca il migliore (che non sempre il più forte), non il più fortunato o il più prudente.

La legge dello spettacolo vuole che ci sia lotta serrata fino alla fine in ogni gara fino all'ultima gara del campionato.
Fino al 1987 il sistema di punteggio era poco preminante per la vittoria, dopo quell'anno divenne addirittura demenziale allargando la distribuizione fino al 15° :punti a cani e porci nel nome di quei quattro soldi che cosi si pensava di far raccogliere (non la DORNA a distribuire come ora) ai piloti privati dal panettiere, dal ferramenta o dal ricambista del paese (gli sponsor..)
Incentivo ad orde di ragionieri conservativi e ragionatori a discapito dei fantastici combattenti "banzai, vinci o muori", dei primi per quento bravi e vincenti ho solo sfumati ricordi, dei secondi ho inciso nella mente Schwantz, Mamola ecc.
Escludo Micheal Doohan che è stato un autentico schiacciasassi ed ha menato mazzate tremende a tutti senza mai nessuna necessità di strategie.
Per carità, alla fine hanno vinto quasi sempre i migliori lo stesso ma quanto divertimento ci siamo persi?
PER FORTUNA CHE E' COMPARSO VALENTINO! Ed ora (culo per tutti) c'è Marquez che scombina le carte.
Il "pilota privato" alloggia stabilmente al museo di antropolgia già dal 1998 e non lo trovi neppure nella superstock
Se i punti per la vittoria sono solo il 20% in più del secondo posto, non vale la pena di spingere per vincere.
A cosa serve rischiare di cadere se perdendo un solo risultato utile sarai fottuto per sempre dal ragioniere del "passo"?
Il sistema di punteggio deve premiare la lotta per la classifica, quindi i punti per una posizione devono essere almeno la somma dei punti delle due posizioni successive:

  • Al primo dai 10 punti? Al secondo 6 ed al terzo 4 al quinto 3 .. sesto 2 sett 1...

  • Vuoi fare babbo natale? 25-15-10-6-4-3-2-1

  • In medio stat virtus? 20-12-8-5-3-2-1

Per arrivare matematicamente alla fine del campionato con il titolo ancora in ballo occorre usare il sistema degli scarti:
18 gran premi?
Ogni pilota può scartare 2 risultati nei primi 9 GP e 2 nei secondi 9, se si cade se si ha un infortunio o se si prende la cagarella la stagione non è buttata, sei sempre in gara.
Qualcuno legge e pensa che scrivo stronzate?
Possibile, sono già contento se qualcuno legge, ma un sistema simile si usava in F1 negli anni 70 (allora le macchine si rompevano per fortuna) e consentiva lo spettacolo fino alla fine, infatti McLaren prese Ferrari a calci nei denti almeno due volte (Fittipaldi & Hunt) negli ultimi GP.
Le MotoGP per quanto inutili ai fini dello spettacolo e dell'evoluzione del prodotto non si rompono mai ma i piloti purtroppo si o comunque cadono prendendo uno zero, con gli scarti a due tranche tutti sono in gara fino alla fine.

29/10/2018
L'ora in Italia:
HAM - IU4JII
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